L.Bilancio, Meloni influenzata: l’incontro con i sindacati slitta all’11 novembre

L’incontro sulla manovra tra Giorgia Meloni e i sindacati slitta due volte nello stesso giorno. Inizialmente previsto per questo pomeriggio alle 17 (con un ritardo a detta di Cgil e Uil non giustificabile perché “a giochi fatti”), il confronto viene posticipato. Prima si parla del 12 novembre alle 8.30, a causa di uno stato influenzale della premier, comunicato tre quarti d’ora prima della convocazione, poi di nuovo anticipato all’11 novembre alle 9, a causa dell'”indisponibilità di uno dei sindacati seduti al tavolo“, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.

L’11 novembre però è anche il termine per la presentazione degli emendamenti dei partiti in Parlamento, dove nelle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato proseguono senza sosta le audizioni. Un incontro il giorno dopo sarebbe stato probabilmente tardivo.

Prima dell’incontro previsto con i sindacati, Meloni riceve il segretario della Nato Mark Rutte, tenendo un punto stampa dopo il bilaterale. Domattina in agenda è prevista la partecipazione della premier all’evento inaugurale del Gruppo Mondiale per l’Energia da Fusione, alla Farnesina, non ancora annullata ma “a rischio“.

Dal confronto della prossima settimana con i sindacati, però, non ci si aspetta grandi novità. Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero generale di 8 ore per il 29 novembre, giudicando la manovra “del tutto inadeguata” ma dicendosi pronti a rivederlo, a eventuali istanze accolte. Dallo studio di Bruno Vespa, però, Meloni non sembra voler tornare sui suoi passi, ribadendo di aver già accolto tutte le richieste possibili: “C’è un piccolissimo pregiudizio da parte di Cgil e Uil, tra l’altro con uno sciopero generale convocato qualche giorno prima di incontrare il governo – aveva detto -. Volevano la diminuzione del precariato e il precariato è diminuito, l’aumento dell’occupazione e l’occupazione è aumentata, più soldi sulla sanità e abbiamo messo più soldi sulla sanità. Se nonostante questo confermano lo sciopero non siamo più nel merito“. Cgil e Uil restano fermi. Questa legge, confermano in audizione, “rischia di peggiorare ulteriormente le cose”. Qualche apertura c’è invece da parte di Cisl, che non aderisce allo sciopero del 29 novembre e che vede nella misura “risposte alle esigenze dei lavoratori” anche se “ci sono aspetti migliorabili”.

Anche Confindustria però è pronta a esprimere perplessità alla premier, che incontrerà, con le altre associazioni d’impresa, il 13 novembre alle 16. In audizione gli industriali lamentano uno “stallo” dell’economia: “Il nostro auspicio era, e rimane, di una manovra incisiva, con una visione di politica industriale e un impulso deciso sugli investimenti”, confessa il direttore generale, Maurizio Tarquini, rimarcando che “al momento il testo non offre risposte adeguate ai problemi e ai rischi”.

mariaelena.ribezzo

Recent Posts

Iran, Casa Bianca: Nessun massiccio aumento del prezzo del petrolio

"Il prezzo del petrolio in questo momento è di circa 80 dollari al barile, forse…

3 ore ago

Incendi, vigili del fuoco: 21.442 interventi dal 15/6, Sicilia regione più colpita

Dal 15 giugno, data di inizio della campagna antincendi estiva, al 15 luglio sono stati…

4 ore ago

Alimentare, prezzo cacao crolla -8,2% dopo dati deludenti su domanda europea

Brusca correzione del prezzo del cacao, con i futures scesi dell’8,2% a 5.402 dollari per…

5 ore ago

Ice, rapporto: Nel 2025 export merci cresciuto del 3,3% raggiungendo 643 mld

Il commercio internazionale ha continuato a crescere nel 2025, in un contesto profondamente diverso rispetto…

6 ore ago

Export, Tajani: Verso 40% Pil, obiettivo 700 mld raggiungibile

“Io credo che i 700 miliardi di export sia un obiettivo raggiungibile, tutti i dati,…

6 ore ago

Grano, Igc taglia stime produzione globale cereali: caldo Europa pesa su raccolto

Le ondate di caldo che hanno colpito diverse aree dell'Europa iniziano a pesare sulle prospettive…

6 ore ago