L’Europa è spaccata, il Parlamento è spaccato, nel mondo delle imprese non tutti sono uniti. L’effetto Trump, al riparo dalla reazioni di pancia sui dazi imposti al 15%, è questo. Ed è anche piuttosto preoccupante. Germania e Italia sono considerati i Paesi più ‘deboli’ di fronte alle minacce del Tycoon americano, da più parti si chiedono le dimissioni della presidente Ursula von der Leyen, qualcuno (Renzi) azzarda addirittura dell’intera Commissione, il commissario Sefcovic viene considerato un lacchè, né più né meno del segretario della Nato Rutte, prono di fronte al presidente americano quando il tavolo negoziale era quello della Difesa. E si potrebbe continuare così, perché ci sono reazioni di tutti i tipi all’intesa raggiunta nella club house di un campo da golf (esclusivo) in Scozia, tra chi dice che poteva andare molto peggio e chi sostiene che si poteva fare molto meglio usando il famigerato bazooka contro il capo della casa Bianca. Su tutte le riflessioni ne enucleiamo una: quella di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energia. “Avesse vinto Kamala Harris forse questo problema non lo avremmo avuto”.
La riflessione di Pichetto è banale e geniale al tempo stesso e, di rimbalzo, attribuisce a Trump una valenza superiore ai dazi al 15%. E’ vero che se si ascoltano i pareri di illuminati economisti la tassazione coatta si ritorcerà contro l’economia americani e gli americani medesimi, però la realtà dei fatti, al momento, è che il presidente Usa con il suo comportamento indecifrabile, con la sua capacità strategica di cambiare idea dalla sera alla mattina, ha messo in ginocchio più di un Paese. Allargando il concetto, addirittura un continente, quello europeo, vittima delle proprie debolezze e soffocato dalla mania di regolamentare tutto, anche l’irregolamentabile. Così, mentre tra Bruxelles e Strasburgo ci si parla addosso , a Washington si finge di essere matti per ottenere qualcosa di più e di diverso dal passato.
Tornando a Pichetto, non è scritto da nessuna parte che con la signora Harris sarebbe andata più morbida, però è un dato di fatto che la presidentessa si sarebbe mossa con andamento più felpato e non avrebbe squassato la quiete di molti dormienti (Canada, Giappone, Europa) con dichiarazioni e minacce che qualcuno ha accostato ai bulli di periferia, però è fuori discussione che Trump ha messo a segno il primo colpo, anche se (forse) la lotta è ancora lunga.
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