
Roma al centro del mondo sabato, tra reali, capi di Stato e di governo, autorità presenti in piazza San Pietro per partecipare ai funerali di papa Francesco. Un’occasione istituzionale e formale in una giornata di lutto che però si rende appetibile per bilaterali tra leader e colloqui ‘informali’. Soprattutto a causa, o grazie, alla presenza del presidente americano Donald Trump che non fa mistero di avere già una fitta agenda. “A Roma ho programmato molti incontri…questo dimostra che abbiamo un prodotto fantastico, si chiama Stati Uniti d’America”, ha detto ieri parlando coi giornalisti nello Studio Ovale. Senza specificare con chi. E soprattutto come e dove.
Il più ‘gettonato’ è sicuramente l’incontro con i leader europei sul tema dei dazi. Tanto che da Bruxelles fanno sapere di stare “valutando la possibilità di un incontro” tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente americano. “Il motivo principale della presenza della presidente sabato a Roma è partecipare ai funerali (del Papa)” ma “non possiamo escludere che ci possano essere opportunità per dei brevi incontri bilaterali”, ha spiegato Paula Pinho, portavoce della presidente della Commissione Ue.
Dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è arrivata una frenata: “Mi pare complicato organizzare un vertice internazionale in occasione del funerale del Papa, potranno esserci incontri occasionali durante la cerimonia, ma organizzare un vertice mi pare complicato, non c’è nessuna decisione in questa direzione”. E ha ribadito: “Per un incontro approfondito tra Europa e Stati Uniti serve più tempo a disposizione”.
I temi ‘caldi’ sono molti, a partire anche dalle guerre in Ucraina e Medioriente. Mentre Israele, dopo le polemiche seguite alle mancate condoglianze di Benjamin Netanyahu e al post cancellato del ministero degli Esteri, sarà rappresentato dall’ambasciatore presso la Santa Sede, sarà invece presente il presidente ucraino Volodomy Zelensky che ha già fatto sapere di essere molto interessato a un incontro con Trump.