Dazi, Orsini: Senza una reazione la nostra crescita sarà da zero virgola

“Per non fermarmi a una risposta di pancia bisogna allargare il ragionamento. Se tutti i Paesi del mondo fossero sulla stessa linea di partenza, con dazi simili, le direi che il made in Italy può restare competitivo anche con questo 15%. Ma se ai dazi si somma pure la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che è del 12-13% dall’inizio dell’anno e in prospettiva potrebbe arrivare al 20, il problema per noi diventa enorme”. Lo dice Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, in una intervista a Repubblica: “Abbiamo stimato 22,6 miliardi di euro di minori vendite negli Stati Uniti. L’impatto più importante sarebbe per i settori dei macchinari, della farmaceutica e dell’alimentare, e poi a scendere per tutti gli altri”, specifica. “Alcuni prodotti italiani sono insostituibili per gli Stati Uniti, penso per esempio a molti farmaci. Altre eccellenze potranno restare comunque competitive alzando i prezzi. Detto questo, anche per chi ha produzioni di alta qualità, il combinato di dazi e tasso di cambio è un colpo difficile da assorbire”, sottolinea Orsini. Lo scenario non è “da recessione: non dimentichiamoci che le nostre esportazioni globali valgono oltre 600 miliardi di euro. Ma senza una reazione significherebbe restare fermi a una crescita da zero virgola. Per questo dico che non c’è più tempo per l’Europa, che serve una grande sveglia. Siamo in un mondo in cui da una parte c’è un presidente americano che cambia l’economia con i tweet, dall’altra una Cina in cui un uomo solo comanda: in mezzo c’è un’Europa che non riesce mai a decidere, e che al massimo prova a fare l’arbitro di un derby”.