John Foreman, ex attaché militare britannico a Kiev e Mosca, diplomatico presso Nato e Ue, ora analista per Chatham House, smonta l’affermazione della Russia secondo cui la Nato è in guerra con Mosca. “Ma lo dicono sempre. Sono le loro solite minacce. Tuttavia, Trump in arrivo nel Regno Unito è una buona notizia, dopo quanto accaduto negli ultimi giorni sul fronte orientale della Nato”, afferma in un colloquio con Repubblica. Poi sul ruolo di re Carlo: “Di sicuro ne parlerà durante il banchetto di mercoledì sera a Windsor, per esempio citando la liberazione dell’Europa da parte degli Stati Uniti. Cercherà di ricordargli che il ponte tra le due sponde dell’oceano è indistruttibile. Ma non credo che il monarca metterà sul tavolo la questione delle garanzie di sicurezza americane per i volenterosi”. E ancora: “Credo che gli Stati Uniti ridurranno la presenza di alcune forze, ma non ci sarà un disimpegno. Sono stati abbastanza chiari su questo. Per dirne una, i bombardieri americani B-52 sono appena arrivati qui nel Regno Unito”. Foreman ha poi una sua teoria sui droni russi sconfinati in Polonia: “Cose del genere possono accadere, per esempio qualora i droni russi stessero effettuando ricognizioni in Bielorussia per poi attaccare in Ucraina. I polacchi potrebbero aver parlato di azione ‘deliberata’ anche per chiedere più truppe americane nel loro Paese. In ogni caso, quanto accaduto negli ultimi giorni ha rafforzato ancora di più, e meno male, il fianco orientale della Nato. E non credo che questo fosse un obiettivo di Putin, anche perché così ha permesso agli alleati di rendersi conto dei buchi che ha la loro protezione a Est”. E ancora: “La Nato ha aumentato la sua spesa militare del 50 per cento nell’ultimo decennio. Non facciamoci prendere dal panico. Pensiamo piuttosto ad aumentare la pressione sulla Russia, per portarla al tavolo delle trattative”.