Energia, A2A: Acquisizioni all’estero e investimenti sui data center

A2A vuole crescere di più e il salto dimensionale passerà per l’estero. “Guardiamo inizialmente a Spagna, Portogallo e Uk per quanto riguarda il segmento Ambiente — dichiara il ceo Renato Mazzoncini — dove A2a si offre con sua competenza di filiera integrata (Waste-to-Energy) che parte dalla raccolta rifiuti urbana nelle grandi città e arriva alla termovalorizzazione. Poi guardiamo a Germania e Polonia per le rinnovabili visto il loro spazio di crescita per sostituire il carbone”. Come riporta il Corriere l’Economia i piani sono ad ampio raggio e coinmvolgono anche la produzione di rinnovabili alla loro gestione, ma anche alla vendita ai clienti finali, sia luce sia gas. Saranno valutate per prime “acquisizioni che daranno una crescita inorganica e poi un successivo sviluppo graduale. Si tratterà di progetti scelti sulla base di due criteri: dovranno garantire, a parità di impegno economico rispetto a iniziative analoghe nel nostro Paese, rendimenti migliori e/o avere tempi di esecuzione più rapidi. In base al piano partito nel 2024 e che traguarda la visione al 2035, A2a ha messo sul piatto 23 miliardi di investimenti, di cui 4 miliardi già assegnati per progetti che sono già stati realizzati e altri 4 già ‘cantierati’. A2a valuterà la possibilità di realizzare parte degli investimenti non ancora avviati (15 miliardi) all’interno di un perimetro più ampio, estendendo i propri confini all’Europa. Certo, la maggior parte rimarranno in Italia. Ma la caccia è aperta e le risorse ci sono”.

C’è un altro asset su cui A2a spinge in Italia: l’ingresso nel business dei data center non solo come fornitore di energia ma anche come partner industriale e di servizi per le aziende tech: A2a progetterà e realizzerà infrastrutture per data center già ottimizzate dal punto di vista energetico. “Quando Draghi dice che l’Europa per essere competitiva devo costruire infrastrutture strategiche ha ragione. La competitività nei prossimi anni passerà tramite la capacità di essere infrastrutturati per raccogliere l’innovazione”, sottolinea Mazzoncini.