Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente, ha reso noti i dati relativi all’anno appena concluso, confermando che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con un aumento medio della temperatura globale di circa 1,5°C rispetto all’era preindustriale. “La crisi climatica provocata dalle attività umane, in particolare dall’uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione, è giunta a livelli preoccupanti -ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia- Il limite di 1,5°C di aumento medio della temperatura globale è stato quasi raggiunto anche in un anno, il 2024, in cui non c’era El Niño. 1,5°C è un limite che la comunità scientifica suggerisce per evitare danni irreversibili agli ecosistemi e all’umanità. Benché la transizione energetica sia in corso e appaia inarrestabile per motivi economici e industriali, non dimentichiamoci che migliaia di vite umane e di ecosistemi che sostengono la vita di tutte le creature, persone incluse, nonché quasi tutte le attività economiche sono a rischio per la crisi climatica. Bisogna agire non con i tentennamenti del passato e, addirittura, gli arretramenti di grandi inquinatori nel presente: la fisica non si negozia, bisogna abbattere le emissioni al più presto”.