Da oggi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Ue, António Costa, sono in visita nel subcontinente per celebrare l’anniversario della Repubblica indiana. Come riporta La Stampa, per la stessa India – che vede nell’Unione il primo partner commerciale con scambi da 120 miliardi di euro – si tratta del più ampio trattato commerciale mai sottoscritto. Tant’è che il ministro per l’Industria e il Commercio, Piyush Goyal, l’ha ribattezzato “la madre di tutti gli accordi”. Dice Von der Leyen: “In un momento di grandi sfide, il vertice Ue-India rappresenta una svolta decisiva e il punto di partenza per relazioni più vitali e significative. L’Ue otterrà il massimo livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano, tradizionalmente protetto”.
Macchinari, elettrodomestici, mezzi di trasporto e prodotti chimici sono le voci principali dell’export Ue in India. Con un valore di quasi 49 miliardi di euro, si legge ancora sul quotidiano torinese. Secondo la presidente della Commissione l’accordo lo “raddoppierà e gli investimenti dell’Ue sosterranno la rapida crescita dell’India e ne trarranno vantaggio”. Fronte automotive, l’auspicio di una chiusura dei negoziati arriva anche dalle associazioni di categoria. Come Acea che, però, evidenzia il rischio di definire “un’intesa limitata da quote, regole di segmentazione del mercato, dazi residui, sistemi di licenze e vari altri meccanismi che renderebbero difficile l’accesso a benefici”. Rincara Jonathan O’Riordan, direttore del commercio internazionale di Acea: “Accogliamo con favore il senso di urgenza e l’impegno per gli intensi negoziati, ma temiamo che nella fretta di concluderli alcuni dettagli fondamentali possano essere trascurati”.