“Dobbiamo credere in noi stessi: non guardare prima agli altri, ma alle nostre forze. Dobbiamo avere fiducia nel Mercato unico”. Così il leader del Ppe Manfred Weber in una intervista a Il Corriere della Sera. “Dobbiamo rafforzare di nuovo la nostra economia: lavoro, costo della vita e crescita economica sono priorità chiave. Ma dobbiamo anche riflettere sull’architettura generale dell’Ue: l’Europa è pronta per il futuro? Senza dimenticare migrazione e sicurezza”, sottolinea. E ancora: “Abbiamo visto che non possiamo più fare affidamento al cento per cento sugli Stati Uniti. L’Europa è sola in un mondo piuttosto freddo, e dobbiamo rispondere a questa realtà”. Pern Weber serve un’Unione europea più forte: “Siamo orgogliosi della nostra identità, io vengo dalla Baviera. Il Ppe crede in regioni forti e in nazioni forti, ma anche profondamente in un’Unione europea rafforzata. L’Europa ha mostrato forza la scorsa settimana nella questione dei dazi con Trump: abbiamo sospeso la ratifica dell’accordo scozzese e abbiamo detto al presidente Usa che eravamo pronti a imporre dazi sui prodotti americani se non fosse stato ragionevole e affidabile. Questo ha dimostrato la forza dell’Europa, e Trump l’ha riconosciuto. Ma nel campo della difesa non siamo ancora in grado di rispondere pienamente alle richieste sul tavolo. Anche sulle sanzioni e sull’unanimità in Consiglio ci sono problemi”. Un’analisi che porta alla considerazione che l’Europa non è pronta per le sfide attuali: “No, non lo siamo ancora. Serve un’idea ambiziosa per il futuro dell’Europa. Il punto di partenza è la visibilità dell’Unione europea. Per questo unirei la figura del presidente della Commissione e quella del presidente del Consiglio europeo in una sola persona. È possibile anche con l’attuale Trattato di Lisbona. Avremmo così una persona che rappresenta davvero l’Ue: un presidente dell’Unione europea. Questa persona dovrebbe essere eletta dai cittadini europei, in modo da poter parlare con il presidente americano o cinese allo stesso livello”.