“Tutti i discorsi lasciano il tempo che trovano: con Trump non serve né la seduzione né la condanna. L’unica cosa che serve all’Europa è attrezzarsi e agire”. Lo dice Pier Ferdinando Casini, senatore eletto da indipendente nel Pd ed ex presidente della Camera. In un colloquio con La Stampa riprende le parole pronunciate da Prodi che auspica un’Europa a più velocità: “È impossibile non essere d’accordo. Se siamo uniti siamo forti, e, come diceva De Gasperi, se saremo forti saremo liberi. La storia stessa dimostra che le maggiori conquiste, come l’euro, si sono fatte a velocità diverse. Chi è europeista sa che questa è l’unica strada, chi non concorda non vuole rafforzare l’Europa”. Poi Casini aggiunge su Giorgia Meloni, contraria a togliere il diritto di veto e la regola dell’unanimità: “Giorgia Meloni ha fatto in Parlamento un’affermazione su cui siamo tutti d’accordo: voglio un’Europa – ha detto – che faccia meno cose e le faccia meglio. Ha ragione: la Ue si occupa di troppi argomenti col risultato di essere inefficiente e lenta. Ma questa premessa viene contraddetta dalla sua difesa del diritto di veto e dell’unanimità: per consentire all’Unione di muoversi in modo più veloce ed efficiente, occorre darle più capacità decisionale. Anche nel centrodestra la pensa così il Ppe, e lo stesso ministro Tajani”. E ancora: “In questi mesi Meloni si è mossa tra compiacimento a Trump e dissociazioni: da una parte il discorso un po’ ridicolo sul Nobel, dall’altra la solidarietà all’Ucraina, la firma di un documento per la Groenlandia, la difesa dei nostri militari in Afghanistan, che avrei solo voluto sentire un po’ prima. Però so che è troppo avveduta per non sapere che col cuore possiamo stare dove vogliamo, ma con il portafoglio siamo in Europa, e gli interessi nostri e delle nostre aziende sono qui”.