Mercosur, Camera commercio italo-brasiliana: Know how nostre aziende per grandi opere

Nonostante l’accordo con il Mercosur sia in una situazione di stand by, i numeri parlano chiaro. Come riporta Il Sole 24 Ore, i dati Istat da gennaio a ottobre 2025 (gli ultimi disponibili in forma disaggregata, che consentono di non considerare la Bolivia, esclusa dagli accordi negoziali per via della ratifica tardiva) parlano di 5,8 miliardi di euro per 9 milioni di tonnellate di beni in ingresso. A partire dalla carta, passando per caffè, residui delle industrie alimentari (per lo più destinati all’alimentazione animale), semi da cui estrarre oli. E ancora petrolio, carne, macchinari. Considerando anche l’export, il valore complessivo degli scambi con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay raggiunge i 12,1 miliardi di euro, per 9,8 milioni di tonnellate di beni. Numeri che oggi risentono di barriere tariffarie e regolamentari mai superate, ma che potrebbero crescere rapidamente. “Il Brasile manca di attrezzature agricole, anche tradizionali”, spiega il presidente della Camera di commercio italo-brasiliana, Luciano Feletto. “Il know-how delle nostre aziende è ricercato soprattutto nelle grandi opere”. L’accordo va ben oltre l’abbattimento dei dazi doganali, introducendo la possibilità per le imprese europee di partecipare alle gare di appalto nel Mercosur alle stesse condizioni delle aziende locali: “Le competenze italiane possono ricavare grandi opportunità. Anche per quanto riguarda l’esportazione di sistemi green, visto che il Brasile finanzia le sue imprese che vi investono”.