“Abbiamo un quadro di sicurezza dell’approvvigionamento ben sviluppato. Si basa sulla diversificazione dei fornitori. Si basa su un mercato energetico Ue integrato e interconnesso e sull’impiego di energia pulita interna. Monitoriamo molto attentamente l’offerta, i mercati globali e la domanda per evitare un’eccessiva dipendenza da un singolo fornitore. E i dati attuali a nostra disposizione non indicano alcuna preoccupazione al riguardo. Importare più energia dagli Stati Uniti fa parte della nostra strategia per eliminare gradualmente le importazioni di energia dalla Russia”. Lo dice la portavoce della Commissione europea per l’Energia Anna-Kaisa Itkonen nel briefing quotidiano con la stampa. “Abbiamo costruito un rapporto energetico molto stretto con gli Stati Uniti. Dal 2022, quando la Russia ha iniziato la guerra in Ucraina, gli Stati Uniti sono diventati un’importante fonte di importazioni di gas nell’Unione Europea. E c’è una cosa che voglio chiarire molto bene quando si discute delle dipendenze che sostituiscono una dipendenza con un’altra. Le importazioni dell’Ue dagli Usa, e del Gnl statunitense, non possono essere paragonate alla dipendenza che avevamo dalla Russia prima della guerra”, precisa. Lo ha confermato la portavoce della Commissione europea per l’Energia Anna-Kaisa Itkonen nel briefing quotidiano con la stampa precisando che “ci sono le date” che riguardano “il divieto dei contratti Gnl a breve termine, dei contratti di gasdotto a breve termine, nonché dei contratti a lungo termine, ovvero le importazioni dalla Russia. Le date sono tutte lì”. “In pratica – continua – sei settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento, i nuovi contratti a breve e lungo termine saranno vietati”, spiega.