“L’Italia ha eccellenze chiare, riconosciute: dal design alla capacità d’ingegneria, di innovazione, di ingegnosità. Quando andiamo nella struttura dei costi, c’è una componente puramente italiana e una più influenzata dal contesto europeo. Nella prima abbiamo due principali penalità rispetto a Paesi più competitivi: il costo dell’energia, che comparato a quello della Spagna arriva in alcuni casi fino al 40-50% in più; e quello del lavoro, che è più alto che in altri mercati a noi prossimi”. Lo dice il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, in un’intervista a Quattroruote. “Da sei mesi – aggiunge – lavoriamo in forte integrazione con il governo italiano, che è molto attivo nella promozione dello sviluppo industriale, nostro e di altri, e molto ricettivo nel dialogo, per rendere questi temi prioritari. E sta accadendo. Continuiamo a lavorare affinché questo dialogo, di cui siamo grati al governo, porti a rapide decisioni su energia e costo del lavoro”. Nel contesto europeo, dice Filosa, “ci sono le normative. Abbiamo visto negli ultimi mesi arrivare un piano da parte della Commissione Europea che rappresenta uno step, sì, ma per molti aspetti deludente”, perché “crea un’area di rischio importante sul “core” del mercato: i veicoli commerciali leggeri, ma anche le automobili. Abbiamo lavorato intensamente con i governi, compreso quello italiano, e in Acea, la nostra associazione, per creare un’agenda che ci faccia recuperare il gap competitivo che abbiamo, per esempio, con i costruttori cinesi. Questa agenda chiede cambiamenti più sostanziali, perché industria e mercato non siano penalizzati”.