“Non si parte da zero e ci sono due buone notizie. La prima è che l’obiettivo di completare entro il 2028 l’integrazione del mercato interno, cioè di integrare cio che ancora non è integrato, ora è una decisione formale che coinvolge sia il Consiglio europeo che la Commissione. Alcuni passi in tale direzione vanno decisi adesso”. Lo dice Enrico Letta in un colloquio con Il Sole 24 Ore. “La seconda buona notizia è che alla base della riflessione seminariale dei 27 leader ci sono i due rapporti e che ora si vogliono mettere in pratica quelle indicazioni con una tabella di marcia. Il fatto è che ci sono molti segnali che indicano come si stia già andando in tale direzione, l’ultimo è la proposta di regolamento della Commissione sulle reti digitali, che ha lo scopo di rafforzare il mercato unico per la connettività (incentivo agli operatori per espandersi a livello paneuropeo, reti avanzate entro il 2035), favorendo le interconnessioni ed eliminando le barriere alle frontiere. Poi c’è la proposta dell’unione del risparmio e degli investimenti per integrare i mercati dei capitali (con lo spostamento di parti importanti della vigilanza finanziaria a livello europeo). A marzo la Commissione presenterà la proposta sul 28° regime giuridico per le imprese (per semplificare l’operatività delle start-up con la registrazione di una società in un qualsiasi Stato membro in due giorni, con lo stesso regime fiscale in tutta la Ue): è una corsia preferenziale volontaria per evitare la burocratica e caotica Europa. Se funziona inizialmente in alcuni Paesi, tutti la sceglieranno”, continua Letta.
Dopo l’accordo di dicembre sull’emissione di bond comuni per il prestito all’Ucraina (90 miliardi di euro), è il momento di rompere gli schemi creando un ‘safe asset’, un titolo sicuro europeo che dia al mondo il segnale di una effettiva maggiore integrazione della Ue e “rafforzi l’euro in termini di leadership per il futuro”.