“Le banche non sono certo un corno della fortuna. Il 2025 è stato un anno di transizione per i tassi di interesse, con la riduzione dal 3 al 2%, che ha prodotto in gran parte delle banche una riduzione del margine di interesse, compensata spesso dalla crescita della voce commissioni che riguarda il risparmio gestito, favorito dagli andamenti borsistici mondiali prevalentemente positivi. Per quello che riguarda i tassi, nel 2026 ci sarà una spinta politica forte dell’amministrazione americana per farli ridurre in previsione delle elezioni di medio termine dei primi di novembre, decisive non solo per gli Stati Uniti, ma per il mondo. Da una parte quindi, abbiamo un trend di calo dei tassi e dall’altro una assoluta non certezza che le Borse continuino ulteriormente ad andare bene. La commissioni sul risparmio gestito, per questo motivo, non possono dare certezze di ricavo”. Lo dice Antonio Patuelli, presidente di Abi, in una intervista a Il Sole 24 Ore. “Più calano i tassi, meno le banche hanno la possibilità di avere margini di guadagno. Le Borse non danno certezze prospettiche di crescita. La pressione fiscale è indubbiamente prevista in aumento per il settore bancario nel 2026”, aggiunge. Con la fine della spinta dei fondi del Pnrr nel 2026 servono nuovi incentivi per le imprese e per il risparmio: “Penso, ad esempio, a incentivi per investimenti in bond bancari o corporate pluriennali”.