Le imprese italiane tornano a chiedere credito. E le erogazioni crescono. Insieme al rischio. Come riporta La Stampa, è il doppio binario che emerge dall’Osservatorio imprese di Crif relativo ai primi nove mesi del 2025: gli importi finanziati crescono del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma nel terzo trimestre il tasso di default delle società è aumentato del 10% dal 3,1% di giugno all’attuale 3,4 per cento. “A giugno avevamo evidenziato una crescita degli importi erogati rispetto al 2024. A settembre il trend è confermato, verso tutti i tipi di aziende, ed è distribuito in maniera abbastanza equa”, dice Luca D’Amico, ceo di Crif Ratings. Un elemento non scontato: “Non è sempre così. Di solito c’è un settore o una classe dimensionale che concentra di più il credito. Oggi invece l’accesso è più diffuso, anche grazie alla stabilità del mercato del credito”. La domanda è sostenuta ma il rischio aumenta: “I tassi di default crescono e la dinamica è più marcata per le società più grandi”, sottolinea D’Amico. Il tasso complessivo delle società di capitali è salito al 3,4% e, secondo le stime di Crif, “a fine 2025 sarà oltre il 3,5%, per poi tornare verso il 4% entro il 2026”. Siamo ai valori pre pandemia: “Fino al 2018 il profilo di rischio era attorno al 4%. Negli anni successivi molti interventi di sostegno hanno di fatto narcotizzato il rischio. Ora stiamo tornando verso livelli più fisiologici”.