“Il Dl Energia è un provvedimento molto ambizioso ma, come ogni sfida di questa portata, risulta di difficile attuazione a causa dell’estrema complessità della materia. È un testo scritto con diligenza, seppur articolato, in cui non è semplice prevedere ogni conseguenza. Tra i punti principali figura il tentativo, previsto dall’articolo 5, di ridurre i prezzi all’ingrosso dell’elettricità – attualmente piuttosto elevati – attraverso un tetto ai prezzi Ets rimborsato dalla collettività. L’obiettivo è drenare le rendite delle rinnovabili, che vendono a prezzi di mercato legati al gas pur avendo costi di produzione molto inferiori. In teoria il meccanismo è positivo per il sistema ma si scontra con due ostacoli: il mercato dei permessi di emissione è europeo e una limitazione nazionale difficilmente otterrà il via libera da Bruxelles”. Così Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, commenta con GEA Agency il Dl Energia atteso domani in Consiglio dei ministri.
“Ancora più complesso – prosegue Tabarelli – è il tema del funzionamento del mercato elettrico, che è strettamente integrato a livello europeo. A giugno ricorreranno i trent’anni dalla prima direttiva del 1996 sul mercato unico. Da allora – ricorda il presidente – si sono succeduti numerosi pacchetti legislativi e regolamenti che rendono il percorso farraginoso. Il tentativo italiano non appare del tutto coerente con le regole comunitarie, e questo rappresenta il problema principale. Permangono inoltre dubbi sull’attuabilità dei meccanismi relativi ai differenziali di prezzo del gas tra Italia ed Europa, ovvero tra i mercati TTF e PSV”.
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