Ia, Scarpetta (Ocse): Un aiuto a chi cerca lavoro

“Serviranno sempre più lavoratori capaci di verificare se ciò che produce l’intelligenza artificiale è vero o falso”. Lo dice Stefano Scarpetta, da aprile nuovo capo economista dell’Ocse. A Roma per firmare una partnership con il ministero del Lavoro e Sviluppo Lavoro Italia, spiega a Repubblica perché l’Ia non cancella l’occupazione ma ne cambia struttura e competenze: “È un partenariato su competenze, formazione e indicatori del mercato del lavoro. Vogliamo integrare le statistiche tradizionali con nuovi dati, come quelli degli annunci online: circa tre milioni all’anno. L’obiettivo è offrire informazioni tempestive a centri per l’impiego, lavoratori e imprese, su dove va il mercato, quali competenze servono, quale formazione mirata fare. Anche per chi è già occupato così da favorirne la mobilità”. Scarpetta poi aggiunge: “Serve prudenza perché la tecnologia evolve rapidamente. Ma oggi l’evidenza mostra che le imprese non stanno sostituendo lavoratori: l’Ia è complementare. Tre lavoratori su cinque affermano che migliora performance e qualità del lavoro, automatizzando attività ripetitive e anche potenzialmente pericolose e lasciando spazio a quelle creative. Tuttavia molti lavoratori sono preoccupati per la rapidità dei progressi tecnologici. La diffusione è impressionante: nei tre anni dall’introduzione di ChatGpt il 56% degli adulti lo utilizza, mentre per il web è servito circa tre volte più tempo e per il pc cinque volte”. La vera sfida è quella delle “competenze. È una sfida epocale: servono nozioni digitali di base e intermedie. Ma soprattutto capacità complementari come innovazione, lavoro in team e spirito critico. La vera barriera all’adozione non sono più i costi — l’Ia generativa ha democratizzato l’Ia — bensì la mancanza di personale con skill adeguate. Paradossalmente la domanda di programmatori è diminuita”.