La manovra di bilancio “determina un impatto netto favorevole per le famiglie, in particolare sui lavoratori dipendenti, pari a 20,1 miliardi cumulati nel triennio 2026-28; nello specifico, il beneficio netto è pari a 7 miliardi nel 2026, 7,8 nel 2027 e 5,4 nel 2028”. E’ quanto riporta l’Ufficio Parlamentare di Bilancio nell’ analisi dei testi definitivi della legge di Bilancio. In particolare, “con riferimento ai redditi da lavoro dipendente la manovra introduce misure temporanee di agevolazione fiscale volte a sostenere salari e produttività”. Per i dipendenti del settore privato, “è prevista un’imposta sostitutiva del 5 per cento per il solo 2026 sugli aumenti da rinnovi contrattuali sottoscritti nel triennio 2024-26 a chi ha un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro, e la detassazione al 15 per cento per le maggiorazioni e indennità corrisposte in relazione al lavoro notturno, o svolto in giornate festive o di riposo o mediante turni, entro il limite annuo di 1.500 euro, applicabile ai titolari di reddito non superiore a 40.000 euro nel 2025”. A favore dei dipendenti pubblici non dirigenti con reddito complessivo non superiore a 50.000 euro, “nel 2026 è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali del 15 per cento sui compensi per il trattamento economico accessorio, comprensivi delle indennità fisse e continuative, entro il limite di 800 euro annui”.