I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell’1,9% rispetto a gennaio 2025 così come quelli ad alta frequenza d’acquisto.
La variazione congiunturale dell’indice generale (+0,4%) risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+8,9%), dei Servizi relativi all’abitazione (+1,9%), degli Alimentari, non lavorati (+1,2%) e lavorati (+0,6%), degli Energetici non regolamentati (+1,1%), dei Beni durevoli (+0,8%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%). L’unico calo su base congiunturale si registra per i prezzi dei Servizi di trasporto (-3,8%).
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4% sia per l’indice generale (a dicembre era nulla) sia per la componente di fondo (+0,2% a dicembre).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, per effetto dell’avvio dei saldi invernali di abbigliamento e calzature (non considerati per l’indice NIC), e a +1,0% su base annua (da +1,2% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale del +0,8%.