“Gli Stati Uniti hanno molto potere ma non possono costringere gli ucraini alla resa”. Così al Corriere della Sera Anne Applebaum, storica, vincitrice di un Pulitzer e firma della rivista The Atlantic. “È importante capire che i russi non stanno vincendo. Non stanno avanzando, in realtà negli ultimi giorni hanno perso alcuni territori. La linea del fronte di questa guerra è qualcosa di mai visto nella Storia: è completamente trasparente, nel senso che gli ucraini hanno i droni più sofisticati del mondo, conducono una guerra elettronica, sono in grado di vedere ogni russo — mezzi e persone — che entrano nella zona di guerra e ne stanno uccidendo un numero enorme”, aggiunge. E ancora: “I russi non stanno davvero negoziando. Non hanno ancora rinunciato al loro obiettivo principale, la distruzione dell’Ucraina come nazione. Putin non ha mai detto che vuole porre fine alla guerra. Gli ucraini hanno detto più volte che vorrebbero un cessate il fuoco, i russi no. Gli ucraini continuano a negoziare per molte ragioni: si possono decidere piccole cose come gli scambi di prigionieri, ma non credono che la guerra finirà quest’anno. Finirà quando i russi smettono di combattere e allora potremo parlare dei confini, della centrale nucleare… ma è inutile se prima i russi non smettono di combattere e riconoscono che l’Ucraina è un Paese che non sono riusciti a sconfiggere dopo 4 anni. E questa è una lezione per chiunque creda che un Paese più grande vinca automaticamente”. E infine sui rapporti Usa-Ue: “Anche se ci fosse un presidente democratico, sarà tra tre anni e ovviamente non c’è garanzia. Gli Stati Uniti saranno un Paese diverso e anche l’Europa sarà diversa. Nulla tornerà come prima. Dopo Giulio Cesare non si è tornati alla Repubblica romana”.