Nicola Procaccini, copresidente del gruppo dei Conservatori europei a Strasburgo, dice che “se si crede all’amor di patria non si può non essere ammirati dalla resistenza del popolo ucraino. Non capisco come alcuni possano dirsi di destra e sostenere chi invece dedica statue e aeroporti a Stalin”. In un dialogo con La Stampa aggiunge: “Al primo punto del programma che ha portato alla vittoria di Giorgia Meloni nel 2022 c’era il sostegno all’Ucraina: per noi è una conditio sine qua non. E questo perché in gioco non ci sono solo gli interessi dell’Ucraina, ma quelli europei e occidentali”. E ancora: “Al netto della questione russo-ucraina condividiamo molti principi e valori. Ciò detto, registro una posizione supina di AfD verso Russia e Cina, incomprensibile e inconciliabile con noi”. Procaccini poi puntualizza: “Leggo molte informazioni false che probabilmente promanano dalla propaganda russa. La verità è che l’invasione è un colossale fallimento da qualunque punto di vista la si guardi. Mosca ha perso sul campo centinaia di migliaia di uomini, ha dovuto mandare al fronte galeotti, mercenari, truppe nordcoreane, e questo nonostante abbia a disposizione un esercito cinque volte quello ucraino. Tutto per cosa? In quattro anni hanno conquistato il dieci per cento in più del territorio invaso nel 2014. Ammesso e non concesso che la ragione della guerra fosse evitare l’espansione della Nato, nel frattempo Svezia e Finlandia hanno aderito. L’Alleanza atlantica era a guida americana, ora l’Europa fa la sua parte fino in fondo. Nel frattempo Putin si è dovuto consegnare mani e piedi a Pechino”.