Dazi, Vacchi (Ima): Più delle tasse americane preoccupano chiusura alcuni mercati

“Ima non ha risentito dell’introduzione dei dazi. Nel packaging per il farmaceutico non ci sono concorrenti americani paragonabili a noi. I rivali sono tutti europei e quindi si gareggia alla pari. E, pur essendo il pharma americano un mercato importante per noi, posso dire che il contraccolpo si è sentito poco, quasi niente. Sono state più gravi le chiusure, causate dalle guerre, di alcuni altri mercati”. Lo dice Alberto Vacchi, alla guida di Ima (leader mondiale nelle macchine per il packaging, oltre 2,3 miliardi di ricavi 2024, l’88% all’estero) che pochi giorni fa ha acquisito l’irlandese Prosys. Nell’intervista a Il Corriere L’Economia aggiunge su Mercosur e rapporti con l’India: “Le singole aziende già si erano mosse verso quei mercati, andarci però in maniera sistemica è tutt’altra cosa. Aprirsi a nuove geografie è fondamentale e qualche effetto di sicuro ci sarà. Si può obiettare che questi accordi li abbiamo raggiunti solo una volta che abbiamo visto il peggio, ma purtroppo il contesto europeo evolve così, a strappi. Ci siamo svegliati solo a causa dell’atteggiamento americano”. I rapporti stilati da Mario Draghi ed Enrico Letta sono illuminanti: “Ne condivido la logica e le proposte. Un’Europa mercato unico senza balzelli insieme alla mobilitazione di nuova capacità di investimento per sostenere la nostra competitività. In una fase storica dove incombe l’intelligenza artificiale è importante per il manifatturiero poter contare su una strategia come quella delineata da Draghi. Il singolo Stato, la singola azienda, da soli non ce la possono fare. E, se posso, sostengo che lo stesso principio vale per le strategie Ima. Da sola non può farcela”.