“Questa volta, almeno, ci vengono risparmiate le ideologie sulla ‘guerra di liberazione’. Certo possiamo trovarne ancora qualche cantore, ma solo tra i vassalli dei Trump e dei Netanyahu, i quali, come non si sognano più di perdere il proprio tempo discutendo alle Nazioni Unite o con gli ‘alleati’ europei, così si mostrano interessati alla liberazione del popolo iraniano da decenni di despotismo teocratico quanto all’insediamento di una Repubblica di incorruttibili in Venezuela. Credo che anche la questione del nucleare rimanga in realtà del tutto in secondo piano”. Lo scrive Massimo Cacciari in un suo intervento su La Stampa. “La posta in gioco è ben superiore a tutte le ragioni che vengono sbandierate in questi giorni – si legge ancora-. Il disordine globale degli ultimi anni sta via via condensandosi intorno ad alcuni nodi fondamentali, ovvero precipitando alle questioni ultime sulle quali o si determinerà un nuovo Patto tra i grandi spazi imperiali, analogo a quello stabilito in forza della Seconda Grande Guerra, o non vi sarà alternativa alla catastrofe. In questo gioco, dove gli Imperi cercano di posizionarsi nelle condizioni migliori in vista sia della prima che della seconda possibilità, l’Iran gioca un ruolo essenziale. Ma non solo, le sue alleanze sono di peso strategico per il complesso delle relazioni geo-politiche. Questo è il punto: abbattere la potenza dell’Iran significa assestare un colpo determinante all’intesa, e più che intesa, che andava maturando, sul piano di una cooperazione a tutto campo, tra Iran, Cina e Russia. Intesa che avrebbe potuto allargarsi, oltre la dimensione economico-commerciale, ad altre potenze regionali, come il Pakistan”.
E ancora: “In un mondo dove i conflitti regionali dilagano, in cui a un ritmo insostenibile per l’Occidente si affermano nuove potenze economiche che danno vita a intese e alleanze tra loro, vedi Brics, per rivendicare la propria autonomia anche politica, gli Stati Uniti non potranno mai “volentieri” acconsentire a un Iran strategicamente alleato a Cina e Russia, e quindi a un controllo di tutte le “rotte” energetiche da parte di una tale alleanza. E siamo al problema: o le leadership mondiali comprendono di essere giunte alla soglia fatale, riconoscono le rispettive ragioni e trovano intorno a esse un patto-compromesso (la sola “pace” concessa a noi mortali), oppure la valanga diverrà inarrestabile”.