Iran, ex capo Cia: Eliminazione Khamenei un errore, pasdaran a guerra da anni

“L’eliminazione di Khamenei potrebbe rivelarsi uno dei grandi errori della storia moderna”. Così Robert Baer, ex capo degli operativi della Cia in Medio Oriente e autore del bestseller da cui è tratto il film ‘Syriana’. Nell’intervista a La Stampa, Baer spiega come l’Iran si sia preparato per decenni a reagire con guerra asimmetrica, droni e strategie per logorare l’avversario, mentre le conseguenze economiche e politiche potrebbero avere effetti globali imprevedibili: “L’idea che, decapitando il regime, le forze democratiche avrebbero preso il sopravvento. È evidente che finora questo non è accaduto, anche se sono trascorsi solo pochi giorni. Da quello che vedo, invece, una buona parte dei cittadini iraniani si è ricompattata contro il nemico esterno. Le intelligence statunitense e israeliana non hanno fatto le valutazioni opportune in questo senso”. E ancora: “La mia non è una difesa del regime, il cui operato, per certi versi malvagio, è sotto gli occhi di tutti, ma una presa d’atto. Un conto è eliminare Khamenei, che non si muoveva mai ed era facilmente tracciabile tra segnali digitali, telefoni cellulari e così via; altro è capire ciò che viene dopo, ed è lì che sta il vero problema”.

Per Baer è stato “ignorato il fatto che l’Iran avrebbe potuto adottare la cosiddetta ‘opzione Sansone’, cioè trascinare nel baratro le economie arabe. Ed è proprio quello che sta facendo. Il petrolio iracheno, circa 3,3 milioni di barili al giorno, è di fatto fuori dal mercato. Senza contare il danno permanente che Teheran può infliggere alle infrastrutture. Da dove passa il gas? Dove finisce? E soprattutto: per quanto tempo potrebbero chiudere il Golfo? Già dopo due settimane si stima che il prezzo del petrolio possa arrivare a 100 dollari al barile. L’unico modo per fermare i missili a corto o medio raggio diretti verso il Golfo e i Paesi arabi sarebbe dispiegare truppe in Iran. Ma nessuno ha la forza necessaria per farlo”.