Temperature fino a 20-21 gradi a inizio marzo, mentre l’Italia resta avvolta dall’anticiclone africano. Qualche precipitazione sparsa, mentre il meteo parla di un ‘anticipo della primavera’ rispetto a temperature che, in questa fase dell’anno, dovrebbero attestarsi invece tra 12 e 14 gradi. Come riporta il Sole 24 Ore, il 2026 si apre così con un quadro meteorologico del tutto anomalo, ma in linea – in realtà – con i trend degli ultimi 15 anni. A certificare l’aumento delle temperature e degli eventi climatici estremi sono i dati 3bmeteo, elaborati dall’ufficio studi del Sole 24 Ore: dall’analisi delle rilevazioni climatiche in 112 città capoluogo emerge la media mobile degli indicatori meteorologici per macro-area e il suo trend dal 2010 al 2025. “Oggi si passa da un estremo all’altro molto rapidamente. Da uno dei periodi più piovosi mai registrati in Italia per la quantità di pioggia caduta tra gennaio e febbraio e per la forza dei venti, a un periodo di temperature sopra le medie che a marzo raccontano di un inverno che latita”, dice Alessandro Conigliaro, meteorologo di 3bmeteo.
Dai dati del portale di previsioni del tempo emerge un trend ben definito: la temperatura media annua in Italia è aumentata di 1,8°C negli ultimi 15 anni. A riscaldarsi in modo più marcato è il Nord del Paese dove il termometro è salito in media di 2,3 gradi tra il 2010 e il 2025. Lo stesso incremento nei capoluoghi del Centro Italia è stato di 1,9° C, in quelli del Mezzogiorno di 1,3° C. “La geografia dell’innalzamento delle temperature mostra come il cambiamento sia stato più marcato nelle città del Nord, a conferma di come le masse anticicloniche oggi raggiungano latitudini sempre più elevate anche nella stagione più fredda, oltre a durare più a lungo”, spiega Conigliaro.