I forni a legna delle pizzerie producono la maggiore quantità di inquinanti durante la fase di accensione. È quanto emerge da uno studio realizzato da ENEA nell’ambito del progetto ‘Pizzerie’, insieme a Innovhub e Università degli Studi di Milano, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e pubblicato sulla rivista Environmental Pollution. Grazie a questo progetto, i ricercatori hanno identificato per la prima volta, attraverso specifiche campagne sperimentali, i principali fattori che influenzano le emissioni dei forni a legna, punto di partenza per fornire indicazioni pratiche finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale delle pizzerie. Dallo studio emerge che le varie fasi di funzionamento dei forni a legna presentano livelli differenti di efficienza della combustione, un fattore determinante nella formazione degli inquinanti. Ad esempio, l’accensione del forno a freddo si caratterizza per una combustione meno efficiente, che determina picchi emissivi di diversi inquinanti, in particolare degli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) che sono presenti sotto forma di particelle sospese nell’aria e di gas. Durante la cottura, la combustione risulta invece più stabile.
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