A marzo 2025, Poste Italiane spiegava la decisione di diventare primo azionista di Tim con “l’obiettivo di promuovere il consolidamento delle telecomunicazioni in Italia”. Ma, come riporta il Corriere della Sera, nessuno avrebbe però immaginato che, per perseguirlo, un anno più tardi la società guidata da Matteo Del Fante avrebbe promosso una scalata proprio al primo operatore telefonico nazionale. Invece ieri il consiglio di Poste ha annunciato il lancio di un’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) da 10,8 miliardi per comprare tutta Telecom Italia. L’operazione è complessa: Poste assegnerà ai soci di Tim 0,0218 sue azioni per ogni titolo consegnato, aggiungendo una componente in denaro di 16,7 centesimi per azione per un esborso massimo di 2,8 miliardi. L’offerta valorizza le azioni di Tim 63,5 centesimi, con un premio rispetto all’ultima chiusura di Borsa di poco superiore al 9%, e sarà valida se Poste raggiungerà almeno il 66,67% del capitale della compagnia telefonica. Tim avvierà oggi la valutazione dell’offerta in consiglio. Se la scalata andrà in porto — entro la fine di quest’anno, prevede Poste — il gruppo delle spedizioni intende togliere Tim dalla Borsa. Lo Stato italiano, attualmente socio di Poste con il 65% tramite il Tesoro e Cassa depositi e prestiti, manterrebbe circa il 51% del capitale della nuova realtà.Ai soci Tim spetterebbe invece circa il 22% del capitale del gruppo.