Iran, Fink (BlackRock): Teheran nell’economia internazionale e petrolio a 40 dollari

“Sull’Iran non so quale sarà l’esito. Non lo sa nessuno. Anche nel 2021 nessuno conosceva l’esito del Covid. Ma come esseri umani, tendiamo a risolvere le cose. Mi pare sia più probabile che si giungerà ad una qualche forma di neutralizzazione o cessazione della guerra in Iran. E se l’Iran è riammesso nel mondo, senza sanzioni, è più probabile che il prezzo del petrolio sia a 40 dollari. La minaccia è un petrolio a 150 dollari e magari lo sarà per i prossimi tre anni. Sarebbe un brutto risultato”. Lo dice Larry Fink, ad di BlackRock la maggiore società di gestione del risparmio del mondo, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Ma verosimilmente c’è una probabilità maggiore che nel tempo i prezzi dell’energia scendano – prosegue -. Se vedi anche come l’intelligenza artificiale cambierà tutto, di nuovo, c’è una probabilità maggiore che attraverso l’AI la velocità della scienza acceleri. Che acceleri la possibilità della fusione nucleare. E se avessimo la fusione, pensi all’abbondanza di energia. Per me, il breve termine sta limitando troppi italiani, troppi europei, troppi americani”. E ancora: “Il mondo accoglierebbe un Iran stabile, un Iran che non esporta terrorismo. E non è necessario un cambio di regime, ma un Iran che si concentri sui suoi cittadini. Ne parlavo con uno dei leader del Medio Oriente. Mi ha detto che nel 1979 l’Iran era un Paese di enorme ricchezza. Il tenore di vita degli iraniani era molto alto, più di quello di Qatar, Kuwait, Abu Dhabi, Arabia Saudita. Oggi c’è un enorme divario, ma rovesciato. Questo descrive il regime e la sua corruzione. Come può un Paese che ha tanta ricchezza trattare così il proprio popolo?”.