“Senza certezza delle regole e affidabilità degli impegni istituzionali diventa estremamente difficile per le imprese programmare investimenti e mantenere competitività. Questo, per un territorio industriale come Torino, è un problema molto serio”. Lo dice Stefano Lo Russo, sindaco del capoluogo piemontese e vicepresidente dell’Anci con delega alle politiche europee, che commenta su la Stampa le tensioni emerse negli ultimi giorni tra il mondo produttivo e il governo sui fondi di Transizione 5.0. “Le prese di posizione del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e del presidente dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, mettono al centro un punto fondamentale: senza stabilità delle regole e affidabilità degli impegni pubblici le imprese faticano a programmare piani industriali. E quando gli investimenti rallentano, le conseguenze si sentono direttamente nei territori industriali”, sottolinea. E ancora: “Il provvedimento introduce misure molto penalizzanti per aziende che avevano già effettuato investimenti confidando nel credito d’imposta del piano Transizione 5.0. Molti di questi progetti produttivi erano destinati allo sviluppo o al rafforzamento di siti produttivi, anche nel territorio torinese”. Per Lo Russo “il decreto prevede una riduzione minima del 65% del credito d’imposta richiesto. Per molte imprese significa vedere cambiare in modo significativo l’equilibrio economico di investimenti già programmati. Inoltre vengono esclusi dagli incentivi gli investimenti nelle energie rinnovabili, compresi i sistemi fotovoltaici ad alta efficienza registrati presso l’Enea. Una decisione difficilmente comprensibile, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni energetiche e geopolitiche, dove l’autonomia energetica e la sostenibilità rappresentano priorità strategiche”.