Iran, analista Bradost: Faida a Teheran, la Guida Suprema non ha più autorità

“La competizione e il conflitto all’interno del regime esistono da ben prima della guerra”. Lo dice Shukriya Bradost, esperta di sicurezza in Medio Oriente alla Virginia Tech e analista del Washington Institute. In una intervista a La Stampa spiega: “C’è sempre stata tensione fra i vari comandanti delle Guardia Rivoluzionarie (Irgc) su chi controlla il potere. Durante la guerra dei 12 giorni molti leader sono stati uccisi, si è creato un vuoto e le diverse fazioni hanno provato a colmarlo e affermare la loro influenza. È quello il momento in cui il conflitto si è intensificato”. Il futuro per Bradost non è di facile lettura: “Le fazioni superstiti si stanno affrontando per esercitare il dominio interno al regime, ottenere il controllo dei sostenitori della Repubblica islamica e l’influenza. Per questo ci sono le accuse reciproche che oscillano dal tradimento dell’Iran all’indebolimento mentre l’altro campo dice che i rivali stanno distruggendo il Paese. È una lotta di potere”. Quanto al ruolo della Guida Suprema “dovrebbe mediare, esercitare la decisione ultima in una sorta di relazione in cui tutti beneficiano. La Guida Suprema non esercita più la stessa autorità. Le domande sulle condizioni di Mojtaba Khamenei – morto, ferito, in grado di decidere – complicano lo scenario: gli stessi falchi vogliono sentire la sua parola, prendere ordini da lui. C’è una grande incertezza, l’unica certezza è il ruolo di uno degli attori spesso dimenticato dai media”.