Iran, da Khamenei via libera ai negoziati. Ma JD Vance annulla partenza per Islamabad

Mercoledì scade la tregua di 15 giorni annunciata il 7 aprile da Trump. Il Pakistan chiede una proroga ma Washington è contraria

Mancano poche ore alla scadenza del cessate il fuoco annunciato lo scorso 7 aprile dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La tregua dovrebbe terminare mercoledì mattina, 22 aprile, considerando l’ora di Teheran. E proprio sulla dead line i negoziati sono ancora in alto mare. Anzi, ancora non è nemmeno chiaro se si terranno e, in caso positivo, chi parteciperà.

Al momento l’unica certezza è quella profetizzata dal repubblicano: “Mi aspetto di bombardare perché penso che sia l’atteggiamento migliore con cui presentarsi. Siamo pronti a partire, i militari sono ansiosi di andare”, dice alla Cnbc. A fargli eco è anche il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine. Gli Stati Uniti, assicura, sono pronti a riprendere operazioni militari su larga scala contro l’Iran “in qualsiasi momento”. Poi i toni calano: gli Usa “raggiungeranno un ottimo accordo”, dice il leader americano, perché “penso che” gli iraniani “non abbiano scelta”.

La proroga di uno stop ai combattimenti non sembra nei piani di Washington. “Non voglio prolungare il cessate il fuoco”, dice ancora Trump, anche perché gli iraniani “hanno appena ricevuto il via libera per andare avanti, cosa che sapevo avrebbero fatto comunque”. Il nulla osta ai negoziati sarebbe arrivato – secondo indiscrezioni di Axios – dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei, dopo aver chiarito i punti su cui il team di Teheran non deve cedere: nessun colloquio senza la fine del blocco Usa ai porti iraniani.

E se lunedì il vicepresidente Usa, JD Vance – che dovrebbe guidare la delegazione Usa in Pakistan – sembrava già su un volo diretto a Islamabad, oggi ha in calendario diversi appuntamenti alla Casa Bianca. E in serata, secondo quanto riferisce il New York Times, avrebbe annullato il viaggio perché “Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane”. La partenza, fa sapere un funzionario americano, “potrebbe essere riprogrammata da un momento all’altro”.

Le incertezze sul tavolo delle trattative restano, quindi, ancora molte. Il ministro dell’Informazione pakistano Attaullah Tarar sottolinea che la risposta ufficiale dell’Iran sulla sua eventuale partecipazione al prossimo round di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad è “ancora in attesa”. Islamabad invita comunque le parti a “valutare la possibilità di estendere il cessate il fuoco”. Il ministro degli esteri di Teheran,Esmail Baghaei, precisa che ancora “non è stata ancora presa una decisione” in merito all’invio di una delegazione. Gli Usa, dice, “hanno dimostrato di non essere serie di non avere buona fede. Cambiano posizione di continuo, con continui voltafaccia e minacce di crimini di guerra”.