Per Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, le parole di Donald Trump su papa Leone sono “inopportune, stonate” e, come ribadisce in un dialogo con La Stampa, il presidente Usa dovrebbe aver capìto che “c’è un’arma ancora più potente dell’arma nucleare. Basta chiudere lo stretto di Hormuz per mettere in ginocchio l’economia mondiale”. E ancora: “Se le dichiarazioni di Trump non fossero vere ci sarebbe solo da sorridere. Aggiungo: se non fossero vere e pronunciate in una situazione drammatica come quella del conflitto in Medio oriente, nel mezzo di una ‘terza guerra mondiale a pezzi’, come disse papa Francesco. Anche il più potente degli uomini politici deve ricordarsi che il dovere del Papa è testimoniare l’annuncio cristiano, speranza, la pace. Il Papa ha il dovere di non tacere. Mai e poi mai si può pensare di trascinarlo in dibattiti politici. È evidente che le parole del presidente Usa risultano inopportune, stonate, non condivisibili…Gli aggettivi possono sprecarsi. Quello che più dispiace anche è che a volte il rischio di pensarsi onnipotenti fa perdere di vista la realtà e la possibilità di provare a costruire le condizioni della pace”.
È la seconda volta che attacca il papa e Lupi sottolinea: “Tra l’altro lo fa a due giorni dalla visita di Marco Rubio nella Santa sede. Alza i toni nel momento in cui manda il suo segretario di Stato a chiedere un appuntamento in Vaticano. Non butta acqua sul fuoco ma benzina! Sembra assolutamente incomprensibile. Ma proprio per questo è necessaria qualche riflessione su quale strategia abbia Trump. Impensabile che non ci sia una logica…”.