Ucraina, Kuleba: Ue faccia la sua parte, serve un mediatore serio

“Si torna a parlare di diplomazia, ma la guerra nei cieli russi e ucraini potrebbe diventare ancora più intensa”. Lo dice l’ex ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che nel 2022 fu impegnato a lungo nelle trattative con Mosca, in un dialogo con il Corriere della Sera. “Partiamo dall’inizio – prosegue -. Il messaggio mandato da Putin è di per sé un segnale positivo. Ma perché tutto questo non si trasformi nell’ennesimo trucco utile a prendere tempo e ad allontanare da sé gli obblighi diplomatici, servono tre condizioni precise. La prima è la fine dei raid contro le città ucraine. La seconda è il riconoscimento dell’altra parte come interlocutore diplomatico legittimo. La terza è la rinuncia a richieste che violano apertamente la sovranità territoriale ucraina, in testa quelle che riguardano Donetsk. Senza questi tre elementi, parlare di apertura negoziale rischia di essere soltanto propaganda, più utile a Mosca sul piano internazionale che a una vera prospettiva di pace”. Kuleba poi spiega: “Se alla retorica non segue un cambiamento concreto sul terreno, soprattutto rispetto agli attacchi contro i civili e alle condizioni poste da Mosca, allora non siamo davanti a un processo di pace, ma a un’operazione tattica. L’Ucraina non può permettersi di confondere un segnale con una soluzione. E l’Europa, gli Stati Uniti e tutti i partner internazionali dovrebbero evitare lo stesso errore”. Quanto all’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, indicato da Putin come possibile mediatore europeo, sottolinea: “Con questa mossa Putin ha cercato di umiliare l’Europa, scegliendo lui una figura che considera favorevole ai propri interessi e ignorando quelle istituzioni europee che invece gli ucraini riconoscono e nelle quali aspirano a entrare. Ora l’Europa deve fare la sua parte e trovare una figura davvero autorevole, indipendente e credibile. Un mediatore non può essere percepito come troppo vicino a una delle due parti, altrimenti il tavolo nasce già sbilanciato e perde autorevolezza prima ancora di cominciare”.