Usa-Cina, Bremmer (Eurasia): Trump ha perso guerra dazi ed è più vulnerabile

Per Ian Bremmer – fondatore e presidente di Eurasia Group – le parole del presidente cinese Xi Jinping sulla ‘trappola di Tucidide’m sono molto interessanti perché “il concetto descrive la situazione che si verifica quando una potenza egemone in declino e una emergente finiscono per scontrarsi. Usare questa metafora riflette un livello di ambizione cinese a lungo termine che è superiore a quanto Xi si fosse mostrato disposto a manifestare in passato. Sta dicendo che la Cina si sta posizionando per diventare un leader globale e che, a quel livello, contano davvero soltanto Usa e Cina. Tuttavia, notiamo anche un’altra formulazione da parte di Xi: l’idea che vi siano aree in cui si verificheranno conflitti e altre in cui prevarrà la cooperazione, e che entrambe le dimensioni possano essere gestite”. Nel colloquio con La Stampa aggiunge: “Dal punto di vista militare ed economico, gli Usa si trovano in una posizione migliore. Sul piano tecnologico la distanza è minima, con la Cina che sta guadagnando terreno sugli Usa se non, in molti settori, già in vantaggio. Politicamente gli Usa appaiono più deboli. E questo costituisce il problema, poiché si tratta di un incontro diplomatico: non è una riunione tra grandi amministratori delegati, né un vertice tra capi militari. Lo stesso Trump si ritrova in una posizione di maggiore vulnerabilità. Iran a parte, il suo primo grande passo falso in ambito internazionale fu quando pensò di poter impartire una lezione alla Cina sul fronte commerciale. I cinesi gli hanno dimostrato che non era affatto così, utilizzando le risorse minerarie critiche in modo minaccioso per gli Stati Uniti; un’offensiva a cui gli Usa stanno tentando di reagire, ma che richiederà anni. Sotto questo aspetto Trump ha dimostrato di non possedere il necessario peso politico. Sarà pure un leader forte, ma non è in grado di incassare i colpi”.