Donald Trump torna ad attaccare i media americani. “Se l’Iran si arrende, ammette che la sua Marina è andata perduta e giace sul fondo del mare, e che la sua Aeronautica non è più con noi, e se tutto il suo Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando ‘Mi arrendo, mi arrendo’ mentre sventola selvaggiamente la bandiera bianca, e se tutta la sua restante leadership firma tutti i necessari ‘Documenti di Resa’, e ammette la sua sconfitta di fronte alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti d’America, il fallimentare New York Times, il China Street Journal (WSJ!), la corrotta e ormai irrilevante CNN, e tutti gli altri membri dei media delle fake news, titoleranno che l’Iran ha ottenuto una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d’America, ma non c’è stata storia. I media hanno perso completamente la testa. Sono impazziti del tutto!!”, ha scritto il presidente americano su Truth.
Lo racconta il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fortune. Le sovvenzioni sono state convertite in azioni ad agosto. Per Trump, la decisione di far intervenire il governo in un’azienda americana in difficoltà sembra dipendere sia dall’opportunità che dalla capacità del suo leader di conquistare la sua fiducia personale. L’esempio da manuale di questa strategia azionaria è Intel, in cui Trump ha negoziato una partecipazione del 9,9% la scorsa estate, per un valore di circa 10 miliardi di dollari. “[L’amministratore delegato di Intel, Lip-Bu Tan] venne a trovarmi”, ricorda Trump. “Mi piacque, pensai che fosse bravo”. Trump aveva anche un vantaggio: ingenti sovvenzioni federali per la produzione di chip, stanziate ma non ancora erogate a Intel.