“Ho letto i resoconti già riportati online dai siti dei quotidiani. D’altra parte non c’è molto da stupirsi. Il rapporto mette in evidenza la resilienza della nostra economia. E questa è certamente una qualità della nostra impresa. Però non basta”. Così Giuseppe Pasini guida Confindustria Lombardia ed è presidente di Feralpi, gruppo dell’acciaio che sotto la sua guida è cresciuto anche in Germania. In un’intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “La situazione è andata aggravandosi con la crisi del Golfo, credo che su questo siamo tutti d’accordo. I prezzi del petrolio e del gas hanno ripreso a salire. E il rischio che questa situazione si trascini ancora nei prossimi mesi è molto alto. Ma questa è solo l’ultima delle emergenze. Nel 2022 è stata la guerra in Ucraina a fare schizzare al rialzo i prezzi dell’energia. Non possiamo pensare di vivacchiare sperando che l’ennesima emergenza rientri. Dobbiamo affrontare riforme strutturali per sistemare alla radice i nostri punti di debolezza”. Conviene partire dall’energia: “Beh, non ci sono dubbi – spiega -.Va bene il decreto varato dal governo ma non basta, servono interventi strutturali. È vero, l’Europa ha dei limiti e deve intervenire su una serie di questioni. Ma anche noi dobbiamo fare i compiti a casa: abbiamo l’energia più cara dell’Unione. Oltre il 50% è ancora prodotta con il gas. Quindi costa tanto. E siamo costantemente dipendenti da altri Paesi”. La cura è “potenziare subito le rinnovabili. Il nostro presidente Emanuele Orsini non fa che ricordare che ci sono 4 mila concessioni ancora ferme. Serve più coraggio nell’individuare le aree idonee, le Regioni sono troppo prudenti. Inoltre Terna è indietro con gli investimenti sulle interconnessioni. Non è finita qui…». Poi c’è il nucleare ma “se va bene i primi impianti arriveranno tra 12-15 anni. Arrivarci fino ad allora! E in ogni caso il nucleare potrà coprire una quota del 15-20% dei nostri fabbisogni”.