“Una resa totale, che ci rende succubi dell’Iran e corrode la leadership globale degli Stati Uniti”. Così Robert Kagan, già guru dei neocon durante l’amministrazione Bush. In una intervista a Repubblica critica Donald Trump: “Non ha ricevuto alcuna concessione dall’Iran, nemmeno sul fronte nucleare, l’unica cosa che sembra interessargli. Non mi interessa nemmeno sapere su cosa abbiano concordato di parlare nei prossimi 60 giorni, perché a quel punto l’Iran sarà quasi completamente invulnerabile. Quindi l’idea che Trump possa ricominciare la guerra tra 60 giorni è semplicemente ridicola. Ma l’elemento più importante è che l’Iran finirà per controllare lo Stretto di Hormuz: riaprirà, ma sotto una nuova gestione. L’Iran deciderà chi entra, chi esce, quando e per quanti soldi. È un enorme cambiamento degli equilibri di potere. Prima della guerra l’Iran era fondamentalmente debole e isolato nella regione, ora ne uscirà con la capacità di controllare il prezzo del petrolio su base mondiale, tenendo in ostaggio tutti i grandi paesi consumatori. Una enorme sconfitta per gli Usa, nonostante il successo militare, che è stato tattico, ma strategicamente disastroso”. Quindi per Kagan staremo peggio di prima della guerra: “Molto peggio, perché il regime di Teheran avrà il controllo della situazione”.