“L’Italia deve fare i conti con prezzi dell’energia elettrica tra i più elevati dell’UE a causa della sua dipendenza strutturale dalla costosa produzione a gas. Questo fattore, e in particolare l’elevato rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, rappresenta un ostacolo fondamentale all’elettrificazione sia per le famiglie che per l’industria”. Lo scrive la Commissione europea nelle raccomandazioni per l’Italia contenute nel Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026. “Nonostante un notevole potenziale ancora inutilizzato – si legge nel documento – la crescita delle energie rinnovabili è troppo lenta per raggiungere gli obiettivi del 2030: accelerare la diffusione delle energie rinnovabili contribuirebbe a contenere i prezzi dell’energia elettrica nel medio termine”.
Per la Commissione europea, il sostegno continuo attraverso aste per le energie rinnovabili e lo stoccaggio, nonché la piena attuazione della riforma delle autorizzazioni del “Testo Unico” anche a livello regionale, “sosterrebbero questo obiettivo”. Per allineare la tassazione dell’energia agli obiettivi di decarbonizzazione, la riduzione e la razionalizzazione delle imposte e dei prelievi sull’elettricità, compresi gli oneri parafiscali (“oneri generali di sistema”), “attenuerebbe gli attuali disincentivi all’elettrificazione, in particolare per le imprese e l’industria”. L’integrazione di quote più elevate di energie rinnovabili “richiede un’accelerazione degli investimenti per rafforzare la rete elettrica e ridurre le congestioni, limitando al contempo l’impatto sulle bollette dei consumatori. Ciò include investimenti nelle interconnessioni transfrontaliere e la risoluzione dei ritardi nei collegamenti alla rete di distribuzione. L’Italia dovrebbe inoltre continuare a promuovere la flessibilità non fossile, come lo stoccaggio e i meccanismi di risposta alla domanda”.