Il percorso green di Sanlorenzo, quella Road to 2030, che prevedeva la costruzione di barche sempre più compatibili con la tutela dell’ambiente, si è fermato. E non per volontà del patron del gruppo di yacht di lusso, Massimo Perotti, ma perché la situazione geopolitica mondiale ha imposto uno stop alla realizzazione di carburanti verdi e alla creazione di infrastrutture per distribuirli. Lo riporta Il Sole 24 Ore, Perotti apre il caso: “Dopo il lancio dello yacht 50 steel Almax nel 2024, primo al mondo con un impianto fuel cell a metanolo, che avevo acquistato io stesso, abbiamo approntato il progetto per la costruzione dello scafo da 50 metri su cui montare i motori B-fuel, ma ora abbiamo fermato la costruzione della barca. Avevamo attivato anche un piano d’investimenti che arrivava dall’Europa, che avrebbe interessato sia Nanni Industries, che produce i generatori a metanolo, sia l’importatore italiano di motori Man, e che finanziava, appunto, la realizzazione del generatore e del motore, oltre che, in parte, la costruzione della barca. Ma ora tutto è bloccato, perché il mercato non esiste. Se vai da un cliente, oggi, e gli dici: ti faccio una barca che è sostenibile perché, per il 70%, va con metanolo green, quello ti risponde: mi fa molto piacere ma io non la compro perché non so dove rifornirmi di metanolo green. Il problema è che manca una produzione sufficientemente forte da poter ipotizzare, nei prossimi anni, la distribuzione di questo metanolo: meno dell’1% della produzione globale di questo tipo di prodotto deriva da fonti rinnovabili, con una disponibilità concentrata in grandi hub come i porto di Rotterdam e di Anversa”.