“Al momento gli americani hanno segnalato di essere riusciti a contenere questa ultima fase di attacchi e contro attacchi. Rimane il rischio che questa singolare ‘semi-guerra’ virtuale possa trasformarsi nel conflitto letale delle origini, qualora qualcosa andasse storto”. Così il politologo Yascha Mounk in un colloquio con La Stampa. “È probabile che la situazione di stallo persista ancora per un po’, ma la possibilità di raggiungere un accordo di pace complessivo appare oggi più remota rispetto a qualsiasi altro momento degli ultimi mesi”, sottolinea. Poi sul il rapporto tra Trump e Netanyahu: “Hanno molte cose in comune, entrambi antepongono gli interessi personali a qualsiasi altra cosa e per un periodo tali interessi hanno coinciso nel tentativo di ridisegnare gli assetti del Medio Oriente. Il problema di accordi privi di scrupoli morali è che gli incentivi e le circostanze mutano e a quel punto un rapporto di amicizia e collaborazione rischia di andare in pezzi. Usa e Israele hanno però bisogno l’uno dell’altro e non possono permettersi una rottura definitiva se non vogliono che questo conflitto si trasformi in un disastro ancora più grave”.