Spazio, via agli Stati Generali. Urso: “Italia potenza globale del settore”

Il Governo ha blindato risorse per 7,8 miliardi di euro fino al 2028, tra fondi PNRR, budget nazionale e contributi all'ESA.

L’Italia protagonista nello Spazio con una strategia di sistema che parte dai territori per proiettarsi oltre l’Atmosfera. È la fotografia scattata questa mattina al Mimit, con il ministro e padrone di casa Adolfo Urso a lanciare gli Stati Generali dello Spazio. Un’iniziativa corale che vedrà venti eventi toccare sedici regioni italiane, nei distretti industriali chiave, per raccontare un comparto che oggi corre più veloce del resto dell’economia nazionale.

Il tour prenderà il via il 15 giugno, da Potenza, per concludersi con una plenaria a Milano nel mese di novembre. Un percorso che, secondo il ministro Urso, testimonia la scelta del Paese di investire su una delle “frontiere decisive della crescita, della sicurezza e della sovranità tecnologica”. I dati presentati oggi confermano il salto di qualità dell’industria italiana. Nel triennio 2021-2024, il fatturato della filiera spaziale ha fatto un balzo da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre la forza lavoro specializzata è passata da 5,9 a 8,9 mila addetti. “Abbiamo registrato una crescita costante del 23,3% negli ultimi tre anni, un dato significativamente superiore rispetto a quello del sistema Paese nel suo complesso”, ha sottolineato Urso, evidenziando come anche gli investimenti diretti esteri abbiano segnato un +37,1%.

A sostegno di questa ambizione, il Governo ha blindato risorse per 7,8 miliardi di euro fino al 2028, tra fondi PNRR, budget nazionale e contributi all’ESA (Agenzia Spaziale Europea), di cui l’Italia si conferma terzo contributore. “Siamo partiti dai dati sulle risorse destinate all’economia dello Spazio, dimostrando quanto abbiamo saputo fare grazie all’aumento dei fondi del Pnrr”, ha aggiunto il ministro ricordando la creazione di quattro Space Factory in Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia. L’Italia non è più solo un attore industriale, ma un punto di riferimento normativo. Durante l’incontro Urso ha infatti celebrato l’approvazione della prima legge nazionale sul settore: “L’abbiamo colmata realizzando la prima norma italiana sullo Spazio, che incentiva le start-up e che funge da modello per la futura legge spaziale europea a cui stiamo lavorando insieme alla Commissione Ue”.

Il respiro internazionale è confermato dal solido asse con Washington. Confermata la partecipazione italiana alla missione Artemis della Nasa: “I nostri astronauti potranno tornare sulla Luna e soggiornarvi in maniera stabile, colonizzando il satellite grazie a moduli abitativi che saranno realizzati proprio in Italia”, ha spiegato il responsabile del Mimit, specificando che gli accordi bilaterali diretti assicurano la presenza di almeno due astronauti italiani. Sul versante industriale si punta sul progetto Bromo. “Nasce finalmente un campione europeo sulle costellazioni satellitari, capace di competere a livello globale con i giganti degli Stati Uniti e della Cina”, ha spiegato Urso rimarcando l’importanza della cooperazione tra Italia, Francia e Germania. Parallelamente, l’Italia lavora a una costellazione satellitare nazionale a bassa orbita (Leo), infrastruttura che garantirà sicurezza nelle comunicazioni e difesa, integrandosi con il progetto europeo Iris2. “Chi presidia oggi lo Spazio, presidia una parte decisiva dell’economia e della sovranità di domani”, ha concluso Urso.