Iran, analista Pregent: Il Libano si liberi del giogo di Hezbollah

“Hezbollah non è un dossier separato dall’Iran: è uno strumento della strategia regionale di Teheran. Finché a Washington si continua a tollerare che ogni escalation sul fronte libanese venga assorbita dentro il più ampio negoziato con la Repubblica islamica, Beirut resterà ostaggio di una dinamica che non controlla. Quando Hezbollah colpisce Israele, lo fa anche per conto dell’Iran, e Teheran usa quella pressione come leva nei suoi rapporti con gli Stati Uniti e con gli attori del Golfo. Per questo il Libano continua a essere trattato non come un teatro autonomo, ma come un’estensione del confronto sull’Iran”. Lo dice Mike Pregent, senior Middle East analyst ed ex ufficiale dell’intelligence militare americana, con una lunga esperienza al Defense Intelligence Agency e al Centcom tra Iraq, Afghanistan e Medio Oriente. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge sulla forza di Hezbollah “La sua catena di comando e controllo è stata colpita, la sua capacità operativa è più frammentata e, in molti casi, agisce ormai a livello di piccole unità, non con la coesione strategica che aveva prima. Questo non significa che sia irrilevante o innocuo. Resta abbastanza forte da minacciare il Nord di Israele, da impedire il ritorno alla normalità e da condizionare la politica libanese. Ma è più debole di quanto la sua propaganda voglia far credere, e forse più debole di quanto alcuni governi occidentali fingano di non vedere”.