
Cessate il fuoco in Libano concordato fra Israele e Hezbollah, dopo che un’escalation dei combattimenti in Libano ha messo a repentaglio le possibilità che l’intesa per porre fine alla guerra in Iran si trasformasse in un accordo di pace duraturo per il Medio Oriente. I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti in Svizzera per venerdì sono stati annullati proprio a causa dell’intensificarsi dei combattimenti in Libano, creando nuova incertezza sui tempi dei negoziati, vitali per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale.
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato poco prima delle 15 che a quell’ora sarebbe entrato in vigore un cessate il fuoco. “Abbiamo appreso che, dopo lo scambio di fuoco avvenuto oggi, Israele e Hezbollah hanno raggiunto un cessate il fuoco“, ha dichiarato il funzionario a condizione di anonimato, aggiungendo che i negoziatori degli Stati Uniti e del Qatar hanno elaborato l’accordo con l’aiuto dell’Iran. Poco dopo, però, l’agenzia di stampa nazionale libanese ha dato notizia di un attacco israeliano che ha colpito la città di Sejoud, nel sud del Libano. Il conflitto in Libano , in cui 18 persone sono state uccise in raid aerei durante la notte e quattro soldati israeliani sono stati uccisi da militanti di Hezbollah, potrebbe pesare sui negoziati perché la fine dei combattimenti in quel Paese è una condizione per il più ampio accordo tra Stati Uniti e Iran.
Il memorandum d’intesa firmato questa settimana dai presidenti iraniano e statunitense ha rinviato a un secondo momento la discussione sul programma nucleare iraniano e su altre questioni spinose, concedendo alle parti 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo o prorogare l’accordo provvisorio. I preparativi per i colloqui tecnici che avrebbero dovuto iniziare nella località montana svizzera di Buergenstock erano in fase avanzata quando il vicepresidente americano JD Vance ha annunciato giovedì di aver rinunciato a partecipare. Un comunicato del ministero degli Esteri svizzero ha affermato che i colloqui sono stati rinviati e che la Svizzera resta pronta a facilitarli, mentre i lavori preparatori proseguono.
Trump intanto ha difeso nuovamente l’accordo dopo le critiche a Washington, anche da parte di alcuni suoi alleati repubblicani al Congresso che si chiedono se abbia fatto troppe concessioni per porre fine a una guerra impopolare tra la maggior parte degli americani in vista delle elezioni di medio termine di novembre. “La guerra ha indebolito l’Iran!“, ha scritto su Truth, aggiungendo: “Non siamo stati noi a cedere per disperazione, ma l’Iran. Sono FINITI! Aspetteremo che scadano i 60 giorni. Non avranno un soldo, neanche dieci centesimi!“.