Italia-Usa, Illy: Il business va avanti nonostante screzi, l’Ue colga questo momento

Ci sono le parole e ci sono i fatti, e se anche le parole sono infuocate, i fatti tra Italia e Stati Uniti, i fatti tra un Paese che esporta e il primo mercato globale, rimangono ben più importanti delle parole tra due rappresentanti pro tempore, dice Andrea Illy, presidente di illycaffè, grande conoscitore della realtà americana, in un colloquio con Repubblica. “Noi siamo presenti negli Stati Uniti da quasi 50 anni, è un mercato per il quale abbiamo applicato una strategia glocal: per esempio pur restando gli alfieri dell’espresso italiano, lo stesso blend viene adattato anche per il caffè all’americana. Tanti progetti per noi sono nati proprio in America, come l’e-commerce, e oggi nulla è cambiato rispetto a questa prospettiva. Anzi, abbiamo preso un fondo americano che ha una quota di minoranza proprio per accelerare la crescita. E siamo cresciuti anche con questa amministrazione, non abbiamo subito danni di nessun tipo. I dazi erano stati inseriti per qualche mese, ma poi sono stati tolti, l’amministrazione Trump si è resa conto che sarebbe stato controproducente tassare un bene scelto da moltissimi dei loro elettori. Certo, la politica fa parlare molto, ma nei risvolti del business non possiamo lamentare nulla. Diverso è il tema molto più vasto dell’ordine mondiale, che non è più globale, oggi è multipolare”, spiega. E poi aggiunge: ” L’Europa dovrebbe cogliere questo momento di crisi per accelerare l’unificazione del mercato unico. Ne parliamo tanto, ma oggi non ci siamo ancora. L’Ue non può andare avanti, senza vera

sovranità: per arrivare agli Stati Uniti d’Europa non puoi pretendere unanimità, bensì bisogna usare un’alleanza rafforzata a quattro – Francia, Germania, Spagna e Italia – per fare davvero le riforme. Siamo distratti dai veti incrociati e da problemi interni dei singoli paesi”.