
Sono state 4 associazioni di categoria, rappresentanti di circa 194mila aziende, e 10 grandi aziende italiane, per un fatturato complessivo di quasi 173 miliardi di euro, le protagoniste di Connact Summer Workshop “Autonomia e competitività dell’UE: l’agroalimentare, la salute e il digitale”, l’evento che si è tenuto al Parlamento Europeo e che ha visto il sistema Paese dialogare con le istituzione UE sulle grandi sfide future dell’agroalimentare, del pharma e del tech.
Le aziende e le associazioni che sono intervenute ai tavoli di discussione pesano per circa l’8% del PIL italiano e, in termini di posti di lavoro, occupano 4,5 milioni dipendenti. Il peso maggiore arriva dalla rappresentanza del comparto Agrifood, che da sola ha superato nel 2025 i 120 miliardi di euro di fatturato grazie al contributo di grandi gruppi cooperativi e player industriali che si sono confrontati a Bruxelles sul tema della sicurezza alimentare con particolare attenzione al contenimento dei rischi, alla semplificazione normativa e alla sostenibilità, senza tralasciare gli effetti dello sconvolgimento al commercio globale derivante dal blocco dello Stretto di Hormuz, come il rischio di crisi alimentare e l’aumento dei prezzi per i prodotti di base.
L’eurodeputato di ECR Carlo Fidanza, ha detto: “La competitività deve tornare al centro dell’agenda europea. Per questo, serve più sostegno alle imprese agricole, reciprocità negli scambi e semplificazione normativa. L’Europa deve rispondere con rapidità alle sfide economiche e geopolitiche del nostro tempo e in questo contesto l’agricoltura deve continuare a occupare un ruolo centrale nelle politiche europee, con una Politica Agricola Comune (PAC) adeguatamente finanziata, protetta da altri capitoli di spesa e dotata di una governance finanziaria unitaria, capace di garantire un migliore accesso alla terra, maggiore redditività e stabilità per gli agricoltori”.
Sulle ricadute economiche delle tensioni geopolitiche in atto, si è invece espresso l’eurodeputato di S&D Stefano Bonaccini che, a margine dell’evento, ha ribadito la necessità di investire sugli accordi bilaterali. “Noi abbiamo bisogno – dice l’eurodeputato – di accordi commerciali che garantiscano reciprocità e clausole di salvaguardia rafforzate per garantire il rispetto degli standard alti, i migliori al mondo, che l’Europa chiede. Però dobbiamo aprire nuove opportunità di commercio con altre parti del mondo per non rischiare di dipendere solo da pochi Paesi, anche alla luce degli effetti dei dazi di Trump, secondo me insensati. Aver sottoscritto accordi con Mercosur, Australia, India e a breve con il Messico, significa replicare l’accordo di qualche anno fa con il Canada, che oggi tutti considerano un successo perché la qualità dei prodotti agroalimentari europei è ovviamente apprezzata in tutto il mondo”.
Il settore del pharma e del net&tech in Italia pesano insieme circa 52 miliardi, distribuiti tra grandi aziende farmaceutiche e delle telecomunicazioni. Aziende del pharma e istituzioni hanno discusso insieme di temi relativi al rafforzamento dell’autonomia nel settore farmaceutico e agli interventi necessari per garantire sicurezza, capacità di innovare e competitività con gli altri player globali.
“Dall’inizio di questo secondo mandato – ha detto l’eurodeputato di ECR Ruggero Razza – la Commissione europea ha mostrato un’inedita attenzione al tema della salute, sia come tutela dei cittadini di fronte alle patologie croniche, sia come sostegno all’industria farmaceutica e alle biotecnologie. Il Parlamento europeo ha raccolto questa sfida e continuerà a lavorare per rafforzare e migliorare le proposte della Commissione. I tempi sono fondamentali: di fronte alle sfide globali, dobbiamo proteggere il nostro sistema e rafforzarne la competitività. Per la prima volta, la sensazione è che sia stata imboccata la strada giusta”.
Sicurezza e sovranità digitale, questioni cruciali per l’autonomia strategica europea, sono state al centro del tavolo Net&Tech. Sul tema, a margine dell’evento, l’eurodeputato LEFT Gaetano Pedullà ha dichiarato che questo “è il momento delle scelte per la sovranità tecnologica europea. È tempo di investimenti importanti e di regole che consentano di non restare sempre fanalino di coda del mondo di fronte allo sviluppo gigantesco delle tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, delle piattaforme che statunitensi e cinesi hanno oggi sviluppatissime, è ora di creare infrastrutture europee. Per questo, il piano presentato il 3 giugno scorso dal commissario Dan Jorgensen indica una strada, ma in attesa che si sviluppi il processo legislativo rischiamo di arrivare tardi anche rispetto a una serie di infrastrutture che stanno nascendo nel nostro Paese”. E sull’equilibrio fra innovazione e sostenibilità Pedullà ha aggiunto: “Facciamo in modo che gli investimenti nel settore non sottraggano suolo, energia, risorse ai cittadini e ai territori, ma che distribuiscano ricchezza, che siano regolati, così come l’Unione Europea ha immaginato”.
Connact è stato promosso da: A2A, Barilla, CIA, Confcooperative, Fastweb+Vodafone, Federalimentare, FiberCoop, Legacoop, Gruppo Chiesi, Gruppo Ferrero, Gruppo Menarini, MFE-MediaForEurope, Open Fiber, TIM.