Iran, proposta Oman per pedaggio Hormuz: si chiamerà ‘Servizi per lo Stretto’

Lo Stretto di Hormuz continua a essere al centro del braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran. Tutto ruota attorno al pagamento dei pedaggi da applicare per le navi in transito: già annunciati da Teheran (“La navigazione non sarà mai più come prima”), hanno fatto infuriare Trump. Come riporta La Stampa, i Pasdaran vogliono imporre tariffe obbligatorie, che potrebbero avere una definizione più neutra rispetto al termine ‘tassa’ per andare incontro alla Casa Bianca. Washington, insieme ai Paesi del Golfo, pretende invece che la navigazione torni libera com’era prima della guerra.

Tra le due posizioni c’è l’Oman, che ha parte della sovranità sulla via vitale per le esportazioni energetiche del Golfo. La proposta elaborata da Muscat – riporta ancora il quotidiano torinese -prevede un pedaggio su base volontaria, che servirebbe a pagare i ‘servizi’ di navigazione, sicurezza e ambientali. Agli Stati Uniti è stato presentato un piano che si basa sul modello già adottato per lo stretto di Malacca e Singapore, tra Oceano Indiano al Mar Cinese Meridionale. Lì a raccogliere i contributi volontari è una fondazione privata, la Nippon Foundation. Non è detto, però, che la proposta omanita metta d’accordo i due nemici che hanno già firmato il memorandum d’intesa: la gestione di Hormuz è diventata uno dei nodi più spinosi delle trattative tra Teheran e Washington.