“Rispetto le scelte, ma continuo a ritenere che la sicurezza sia un investimento e non un costo. Mi aspetto che venga recuperato lo 0,15 che non è stato messo quest’anno, che si somma a quello del prossimo anno. Non per soddisfare la Nato, ma perché serve all’Italia. Serve ai nostri militari, alla nostra industria, alla nostra capacità di proteggere il Paese”. Lo dice Guido Crosetto, ministro della Difesa, in un colloquio con La Stampa. Quanto al fondo Safe spiega: “Mi risultano tempi maggiori e quindi potremmo magari usarlo per finanziare gli impegni del 2027”. E ancora: “La lealtà verso il governo non mi impedisce di dire ciò che ritengo giusto. Il mio compito è rappresentare le esigenze della Difesa. Poi le decisioni spettano all’esecutivo e sono certo che gli impegni verranno rispettati”. L’ambasciatore americano alla Nato, Mattew Whitaker, si aspetta che gli alleati si impegnino sul 5 per cento: “L’Italia ha già avviato con serietà il percorso concordato al vertice dell’Aia. Oggi ci presentiamo con una spesa pari al 2,8% del Pil: il 2% destinato alla difesa in senso stretto, lo 0,8% alle spese per la sicurezza. Quindi siamo già significativamente avanti nel percorso verso gli obiettivi”. E ancora: “L’Italia farà la propria parte. Quest’anno non è stato possibile destinare integralmente l’incremento dello 0,15%, a causa della procedura di infrazione, ma confidiamo che possa essere recuperato già nel prossimo esercizio di bilancio. L’importante è mantenere una traiettoria credibile”.