“Putin non sta reagendo: colpisce Kiev perché non raggiunge alcun obiettivo al fronte”. Così Dmytro Kuleba, ex ministro degli Esteri ucraino, una delle voci più autorevoli della diplomazia di Kiev, dopo il raid della notte sulla capitale. “Sarebbe fuorviante definirlo una rappresaglia. Kiev era già stata attaccata sistematicamente dalla Russia prima ancora che l’Ucraina iniziasse i suoi attacchi sistematici contro la Russia e contro la Crimea. Quindi io non direi che Putin stia solo reagendo. Sta perseguendo i suoi obiettivi e, non potendo sfondare la linea del fronte, raddoppia gli sforzi per terrorizzare le città ucraine, sottolinea nel colloquio con il Corriere della Sera.
Sul terreno la pressione su Kostjantynivka e sul Donbass è davvero aumentata: “Sì, la pressione su Kostjantynivka è reale – racconta Kuleba -. La pressione su altri fronti è reale. Ma è altrettanto reale che la Russia non sta ottenendo alcun vantaggio strategico. Siamo nella fase in cui l’offensiva primaverile è fallita, l’offensiva estiva sta perdendo slancio e la Russia continua ad attaccare, ma è ancora lontana dal raggiungere il suo obiettivo di occupare l’intera regione del Donbass. Non ci saranno grandi cambiamenti sulla linea del fronte: la Russia avanzerà in un settore, l’Ucraina in altri, ma nessuna delle due parti sarà in grado di ottenere una svolta decisiva. Ci saranno perdite e guadagni per entrambe, ma senza cambiare il quadro generale della guerra. E sì, il Donbass può resistere di nuovo”.