Governi trattano questi hotel galleggianti come se fossero trasporti marittimi essenziali nonostante non siano un mezzo di trasporto verso una destinazione, ma spesso la destinazione stessa, ricca di attrazioni e svaghi a bordo. Eppure, concediamo gli stessi benefici fiscali del trasporto merci che invece svolge una funzione molto più strategica per il commercio globale”, ha dichiarato Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia, che continua “Tassare adeguatamente le navi da crociera aiuterebbe le città a contrastare l’inquinamento e ad affrontare i problemi legati al sovraffollamento turistico”.
Queste navi – complici anche le dimensioni sempre crescenti – sono in assoluto quelle con l’impronta di carbonio più elevata tra tutti i tipi di imbarcazione. Spesso attraccano nelle prossimità delle città portuali senza spegnere i motori, causando l’emissione sia di gas a effetto serra sia di inquinanti atmosferici come ossidi di zolfo e di azoto, e particolato, tossici per la salute pubblica delle città portuali.
Lo studio ha quantificato l’impatto economico delle emissioni delle crociere evidenziando come queste, oggi, non siano mitigate o contrastate da specifiche politiche pubbliche. In Italia nel 2025 i costi sociali e ambientali delle emissioni delle navi da crociera sono stimabili in 500 milioni di euro, di cui 389 milioni legati alle emissioni di CO2 e 114 milioni agli inquinanti atmosferici locali. Le regioni costiere di Francia e Spagna hanno registrato costi esterni rispettivamente di circa 190 e 610 milioni. Il costo climatico-ambientale aggregato delle crociere in Italia, Spagna e Francia oscilla tra i 790 milioni e 1,3 miliardi di euro. In media, il costo climatico di queste attività turistiche è tra le due e tre volte superiore a quanto pagano oggi le navi da crociera per le emissioni di carbonio sotto il sistema ETS. Nel mentre non esiste alcuna imposta per quanto riguarda i costi legati all’inquinamento atmosferico a livello dell’UE.
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